I pazienti internazionali sottoposti a chemioterapia in Israele ricevono supporto attraverso reparti internazionali specializzati presso centri come Sourasky e Sheba. Questi centri coordinano i visti medici, i servizi di traduzione professionale e l'alloggio vicino alle strutture mediche. I pazienti ricevono inoltre referti dettagliati sul trattamento in inglese, garantendo la continuità delle cure con gli oncologi nei loro paesi d'origine.
- Coordinamento logistico: dipartimenti specializzati presso Hadassah e Rambam si occupano delle richieste di visto e dei trasferimenti aeroportuali.
- Supporto abitativo: le cliniche mantengono elenchi verificati di appartamenti per ridurre la stanchezza durante il trattamento attivo.
- Servizi linguistici: la traduzione medica è fornita dalle équipe cliniche, sebbene siano disponibili anche interpreti privati per conversazioni complesse.
- Accesso alle sperimentazioni cliniche: grandi centri come Sourasky offrono ai pazienti internazionali una procedura accelerata per l'iscrizione alle sperimentazioni cliniche per i tumori più comuni.
Parere degli esperti di Bookimed: Sebbene ospedali israeliani di prim'ordine come Sheba e Sourasky assistano oltre 1.000.000 di pazienti all'anno, le esperienze internazionali di maggior successo spesso dipendono da un coordinatore che funge da "ancora di salvezza". I dati dimostrano che la qualità dell'assistenza varia a seconda della stagione, quindi i pazienti dovrebbero confermare di essere in contatto con il proprio coordinatore tre mesi prima dell'arrivo. Scegliere un alloggio a pochi passi dall'ospedale è un fattore importante, ma spesso trascurato, per combattere la stanchezza legata alla chemioterapia nelle zone più trafficate di Tel Aviv.
Feedback dei pazienti: I pazienti sottolineano che, sebbene il personale medico parli inglese, per orientarsi nelle aree non cliniche dell'ospedale è spesso necessaria una persona di fiducia che parli ebraico. Molti trovano il supporto emotivo e i consigli locali di cui hanno bisogno in reti informali di WhatsApp e gruppi Facebook per espatriati, piuttosto che attraverso i programmi ufficiali dell'ospedale.