La prima visita per la scoliosi in Thailandia include un esame fisico, l'analisi della storia clinica e la misurazione della curvatura. Specialisti come il Dr. Pirapong Montrivivatchai presso il Bumrungrad International Hospital utilizzano queste sessioni per determinare se è necessario un monitoraggio, l'uso di un busto o un intervento chirurgico. Molto probabilmente discuterete dell'angolo di Cobb, che è la misura standard del grado di curvatura della colonna vertebrale. Molti specialisti thailandesi hanno una formazione internazionale e spiegano i risultati utilizzando modelli dettagliati della colonna vertebrale o scansioni digitali 3D.
- Esame fisico: I medici controllano l'altezza delle spalle e la simmetria dei fianchi mentre si esegue il test di flessione in avanti.
- Screening neurologico: Gli specialisti controllano la forza muscolare e i riflessi per assicurarsi che la curvatura non stia influenzando i nervi.
- Controllo della diagnostica per immagini: I chirurghi studiano le radiografie o le scansioni della colonna vertebrale per misurare la gravità della rotazione vertebrale.
- Pianificazione del trattamento: Discuterete opzioni come la fisioterapia specializzata, l'uso di un busto o tecniche chirurgiche mininvasive.
Opinione dell'esperto Bookimed: Gli specialisti della colonna vertebrale in Thailandia sono spesso specializzati in tecniche endoscopiche che preservano i muscoli, non disponibili in molte altre regioni. Ad esempio, il Dr. Wuttichai Sutantavibul presso l'ospedale KDMS si è formato in Giappone e Corea del Sud specificamente per queste tecniche. Questa enfasi sugli approcci mininvasivi porta spesso a incisioni più piccole e a un recupero più rapido per i pazienti.
Consenso dei pazienti: I pazienti notano che le cliniche sono simili a hotel di lusso e dispongono di coordinatori di lingua inglese che vi accompagnano. Consigliano di portare le radiografie esistenti da casa, poiché le immagini precedenti aiutano i medici a monitorare la progressione della curvatura. Molti sono rimasti sorpresi dal fatto che i medici diano priorità a interventi attivi, come la terapia Schroth, piuttosto che al solito approccio di "attesa e osservazione".