L'intervento di impianto penieno comporta rischi gravi, tra cui infezioni nello 0,5%–5% dei casi, potenziale guasto meccanico entro 10 anni e la perdita irreversibile della funzione erettile naturale. Complicanze gravi, come l'erosione dei tessuti o danni all'uretra e alla vescica, richiedono un intervento chirurgico immediato o la rimozione del dispositivo.
- Rischio di infezione: Le infezioni gravi richiedono spesso la rimozione completa del dispositivo e un periodo di guarigione da 3 a 6 mesi.
- Durata meccanica: I modelli gonfiabili mostrano un tasso di sopravvivenza dall'85% al 90% dopo 10 anni.
- Cambiamenti fisici: I pazienti riferiscono spesso una perdita percepibile di lunghezza di 1–3 centimetri dopo l'intervento.
- Irreversibilità: L'impianto altera permanentemente il tessuto erettile, rendendo inefficaci pillole o iniezioni in caso di rimozione dell'impianto.
Opinione dell'esperto Bookimed: Sebbene la Thailandia sia nota per la sua convenienza, i dati provenienti da centri con un elevato flusso di pazienti, come la Menness Wellness Clinic, indicano che la scelta di urologi certificati, che eseguono più di 100 impianti all'anno, riduce significativamente il tasso di reintervento. Le cliniche specializzate includono spesso il ricovero ospedaliero e i farmaci post-operatori nei loro pacchetti per ridurre il rischio di infezione (5%–10%) che si osserva in strutture meno specializzate.
Consenso dei pazienti: Molti pazienti sottolineano che, sebbene l'intervento ripristini la funzione, il compromesso è un intorpidimento permanente del glande e la necessità finanziaria di avere un fondo di riserva per eventuali guasti meccanici futuri.